Scudetto 2005-2006 rimane all’Inter: la sentenza della Cassazione

Scudetto 2005-2006 rimane all’Inter: la sentenza della Cassazione

Articolo ripreso da Altalex a questo link

L’ultimo atto della vicenda Calciopoli è stato scritto in Piazza Cavour, dove il massimo consesso ha respinto il ricorso avanzato dalla Juventus Football Club S.p.A. sulla questione dello scudetto assegnato, nella stagione calcistica a cavallo tra il 2005 ed il 20016, ai nerazzurri, in tal modo confermando la decisione resa dalla Corte d’Appello della capitale nel 2016 (Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 13 dicembre 2018, n. 32358).

I tifosi ricorderanno che, nel campionato 2005/20016, il club zebrato, sottoposto a procedimento disciplinare per illeciti sportivi insieme al Milan, nonostante avesse raggiunto il vertice della  classifica, veniva retrocesso in serie B, quindi il commissario straordinario della F.I.G.C. deliberava di assegnare il titolo di campione d’Italia all’Inter, terza classificata che, con l’esclusione di Juve e Milan, era divenuta prima.

Anni dopo vennero a galla alcune situazioni disciplinari a carico dei vertici dell’Inter, poi archiviate dalla procura federale per prescrizione, ma la F.I.G.C. disattese la richiesta della Juventus di revocare in autotutela e lasciare vacante il titolo assegnato all’Inter.

Quindi la Juventus si rivolse al T.N.A.S. (Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport) chiedendo la revoca per vizi di legittimità sia del provvedimento commissariale, sia del successivo provvedimento federale e la determinazione, secondo equo apprezzamento, del proprio diritto soggettivo al risarcimento dei danni derivati dagli impugnati provvedimenti.

Veniva dichiarata la manifesta incompetenza del T.N.A.S. in relazione alla domanda risarcitoria, rigettando le istanze di declaratoria d’incompetenza sulle restanti domande. Il collegio arbitrale, al contrario, riesaminando queste ultime, accolse le relative eccezioni di incompetenza, sulla considerazione che la vertenza sui capi residui, palesemente riguardante il mondo dello sport, concerneva una situazione giuridica soggettiva che, a prescindere dalla qualificazione come diritto soggettivo o interesse legittimo, era formalmente e sostanzialmente indisponibile da parte della F.I.G.C.

Il lodo veniva impugnato per nullità dalla Juventus, che al contempo chiese, in via rescissoria, all’adita Corte d’appello, di disapplicare i ridetti provvedimenti, il primo commissariale del 2006 e il secondo federale del 2011, revocare il titolo all’Inter lasciandolo “non assegnato”, ovvero rimettere la questione agli organi sportivi competenti.

La Corte territoriale a sua volta, nel 2016, dichiarava il difetto assoluto di giurisdizione a conoscere dell’impugnazione del lodo arbitrale. Le Sezioni Unite della Cassazione, in 14 pagine, confermando il dictum di merito, hanno spiegato che la natura delle situazioni soggettive portate dalla Juventus all’attenzione della Corte territoriale, con l’impugnazione del lodo del T.N.A.S., avevano ad oggetto solo “l’attribuzione e la revoca (quale contrarius actus) del titolo di campione d’Italia”, in conseguenza dell’applicazione di regole tecniche e di disposizioni disciplinari irrilevanti per l’ordinamento statale.

(Altalex, 18 dicembre 2018)

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